Una vita al servizio della comunità di Fremantle per l’emigrato siciliano, insignito anche della Medal of the Order of Australia
Dalla Sicilia all’Australia, senza mai dimenticare le proprie origini. La storia di John Alberti, emigrato da Capo d’Orlando nel 1959, si arricchisce di un nuovo e prestigioso riconoscimento: il conferimento del titolo di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia, onorificenza della Repubblica italiana destinata a valorizzare chi contribuisce a mantenere e rafforzare i legami con il nostro Paese all’estero.
La consegna è avvenuta durante una serata speciale organizzata per celebrare il 52° anniversario del Fremantle Italian Club, storico punto di riferimento per la comunità italiana nell’Australia occidentale. A sorprendere Alberti è stato il console italiano Sergio Federico Nicolaci, che gli ha consegnato l’attestato firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, insieme alle insegne dell’onorificenza.
Un momento inatteso e particolarmente emozionante per un uomo che ha dedicato una parte importante della propria vita al servizio della comunità. «Amo il mio Paese d’origine, ma amo anche la mia casa qui a Fremantle», ha dichiarato Alberti al Fremantle Herald, sintetizzando il legame profondo tra la terra in cui è nato e quella che lo ha accolto.
Il suo percorso inizia nel 1959, quando raggiunge l’Australia a bordo della nave Neptunia. Capo d’Orlando resta il luogo delle radici familiari e dell’identità siciliana. Un legame che Alberti ha continuato a coltivare nel corso dei decenni, diventando una figura di riferimento per gli italiani di Fremantle.
Il suo impegno si è sviluppato su più fronti. È stato consigliere comunale della città dal 2003 al 2011, giudice di pace e protagonista di numerose attività associative. Nel 2019 aveva già ricevuto la Medal of the Order of Australia per i servizi resi alla comunità di Fremantle, riconoscimento che testimonia il valore del suo contributo alla vita civile locale.
Oggi Alberti è alla guida del Fremantle Italian Club, realtà che da oltre mezzo secolo rappresenta un luogo d’incontro per generazioni di emigrati e per le loro famiglie. Una delle sfide che lo attendono è avvicinare i giovani, rinnovando le attività del circolo e mantenendone viva la funzione sociale e culturale.
Il club non è soltanto uno spazio di aggregazione, ma anche un presidio della memoria collettiva: qui gli anziani possono incontrarsi, parlare i dialetti delle proprie regioni e ritrovare consuetudini che rischiano di scomparire con il passare delle generazioni. Per Alberti, preservare questo patrimonio significa custodire una parte essenziale della storia degli italiani in Australia.
La sua esperienza racconta anche una vicenda più ampia, quella dell’emigrazione siciliana che ha contribuito allo sviluppo di comunità lontane migliaia di chilometri dalla terra d’origine. In particolare, i legami tra Capo d’Orlando e Fremantle sono profondi e storici, alimentati da generazioni di emigrati che hanno costruito nuove opportunità senza recidere il rapporto con la Sicilia.
L’onorificenza appena ricevuta assume così un significato che va oltre il riconoscimento personale. Premia il percorso di un uomo che ha saputo coniugare appartenenza e integrazione, contribuendo alla vita della città australiana e mantenendo vivo il rapporto con l’Italia. Una storia che parte da Capo d’Orlando e che, attraverso l’impegno di John Alberti, continua a raccontare il valore delle radici e della comunità anche dall’altra parte del mondo.











