Il legame tra il cantautore e il borgo di San Gregorio, luogo d’ispirazione di uno dei brani più iconici della musica italiana
È morto oggi, 24 marzo 2026, Gino Paoli, tra i più grandi protagonisti della canzone d’autore italiana. Aveva 91 anni. Con lui scompare una delle voci più autentiche del Novecento musicale, autore di capolavori senza tempo come Il cielo in una stanza, Senza fine e soprattutto Sapore di sale, brano simbolo dell’estate e della memoria collettiva.
Ma proprio “Sapore di sale” custodisce un legame profondo con la Sicilia e, in particolare, con Capo d’Orlando. Più volte lo stesso Paoli aveva raccontato che l’ispirazione per quel brano nacque durante un soggiorno nel suggestivo borgo marinaro di San Gregorio, affacciato sul Tirreno. Un luogo sospeso tra luce, mare e silenzi, capace di entrare nell’anima e trasformarsi in musica.
Fu lì, tra le case sul mare e l’odore salmastro dell’estate, che prese forma una delle canzoni più amate della storia italiana. Un brano che ancora oggi evoca immagini vivide: il sole, il tempo lento, l’amore e quella malinconia dolce che solo il mare sa restituire.
“Sapore di sale” non è soltanto una canzone: è un’atmosfera, un ricordo collettivo. E sapere che una parte della sua anima è nata a San Gregorio rafforza il legame tra il territorio dei Nebrodi e la grande musica italiana.
La carriera di Paoli, iniziata alla fine degli anni Cinquanta, ha attraversato oltre sei decenni, segnando profondamente intere generazioni. Figura centrale della cosiddetta “scuola genovese”, ha contribuito a rivoluzionare il modo di scrivere e interpretare la canzone, rendendola più intima, poetica e personale.
Oggi, mentre l’Italia lo saluta con commozione, Capo d’Orlando e il borgo di San Gregorio possono rivendicare con orgoglio un frammento di quella storia. Perché tra quelle coste, accarezzate dal vento e dal mare, è nata una delle melodie più immortali di sempre.
E forse, riascoltando “Sapore di sale”, sarà impossibile non pensare a quel tratto di Sicilia dove tutto ebbe inizio.