Al Teatro allo Scalo talento, studio e passione per chiudere la terza edizione della rassegna
Si avvia alla conclusione la rassegna “Capo d’Orlando Classica – III edizione”, che per l’ultimo appuntamento porta sul palco del Teatro allo Scalo una giovane protagonista dal talento già riconosciuto: Maurilia Coppolina, promessa del panorama pianistico siciliano.
Nata a Patti nel 2006, Maurilia ha intrapreso un percorso musicale precoce, iniziando a soli cinque anni con il flauto traverso per poi scoprire, appena due anni dopo, una profonda affinità con il pianoforte, strumento che ha segnato definitivamente il suo cammino artistico. A soli nove anni supera con il massimo dei voti l’ammissione al Conservatorio “Arcangelo Corelli” di Messina, distinguendosi come prima tra i candidati.
Attualmente iscritta al terzo triennio accademico sotto la guida del maestro Francesco Mirabella, la giovane pianista affianca allo studio del pianoforte anche quello della composizione presso la prestigiosa Accademia di Imola, nella classe del maestro Giorgio Massimo Colombo Taccani. Un percorso formativo intenso, arricchito da numerose masterclass con artisti di fama internazionale come Violetta Egorova, Libor Novacek e Roberto Cappello.
Parallelamente alla crescita musicale, Maurilia ha conseguito il diploma di Liceo Scientifico con il massimo dei voti presso il Liceo Lucio Piccolo di Capo d’Orlando, dimostrando una dedizione costante sia nello studio che nell’arte.
Il suo talento è stato riconosciuto in numerosi concorsi nazionali e internazionali, con primi premi assoluti in competizioni come il “Salvuccio Percacciolo” di Mirto e il “Battiati In Musica” di Sant’Agata Li Battiati. Di rilievo anche il secondo posto al Tiziano Rossetti International Competition di Lugano, dove è risultata la migliore italiana della sua categoria.
Oltre all’attività solistica, Maurilia è impegnata nella musica da camera e in progetti multidisciplinari che uniscono suono e immagine. Tra questi, un’esperienza artistica che intreccia musica e video, con il contributo del videomaker Giuseppe La Spada, già collaboratore di Ryūichi Sakamoto e Franco Battiato.
Non solo pianoforte: la giovane musicista si dedica anche allo studio dell’organo, esibendosi come solista, dirigendo un coro gregoriano e partecipando attivamente a iniziative di valorizzazione degli organi a canne del territorio.
Il concerto al Teatro allo Scalo rappresenta dunque non solo la chiusura della rassegna, ma anche un’occasione per il pubblico di assistere all’esibizione di un talento in piena ascesa, espressione di una nuova generazione di musicisti che unisce tecnica, sensibilità e visione artistica.
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