Orlandina senza casa: vince al Merendino, ma il caso Pissi arriva in Consiglio

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L’esordio in Promozione finisce 1-0 contro il Comprensorio Tindari, ma a porte chiuse. Romagnoli minaccia il ritiro dalle competizioni. CambiAmo Capo interroga Sindaco e Giunta

L’Orlandina vince la prima di campionato, ma non può farlo a casa propria. Sabato scorso i biancazzurri hanno iniziato il campionato di Promozione superando 1-0 il Comprensorio Tindari, ma la gara si è disputata al campo Merendino e a porte chiuse, dopo la mancata omologazione del terreno di gioco del “Pissi – Ciccino Micale”.

 

È da questo paradosso che parte una vicenda che adesso coinvolge direttamente anche la politica cittadina. L’omologazione del terreno di gioco del Pissi è scaduta il 18 settembre e, dopo il sopralluogo degli incaricati della FIGC, non è stato possibile procedere al rinnovo. Secondo quanto riferito dalla società, già nella precedente stagione erano state indicate alcune opere necessarie per rendere il terreno di gioco nuovamente conforme.

 

Il presidente dell’Orlandina, Massimo Romagnoli (nella foto), ha scelto una linea di protesta progressiva. Ha annunciato il ritiro della squadra dalla Coppa Italia per mercoledì 29 settembre e ha fissato ulteriori scadenze: qualora entro il 5 ottobre non arrivasse dall’Amministrazione comunale una risposta concreta accompagnata da un piano di intervento, sarebbe disposto a ritirare anche la formazione Juniores. In assenza di soluzioni, il 30 ottobre potrebbe arrivare anche il ritiro dal campionato di Promozione.

 

Romagnoli ha sottolineato che la questione non riguarda soltanto la prima squadra, ma l’intero progetto societario, compresa la scuola calcio e l’attività giovanile. «L’Orlandina non è la squadra di Massimo Romagnoli. L’Orlandina è la squadra di Capo d’Orlando», ha affermato il presidente, chiedendo al Comune di indicare tempi, modalità e responsabilità per rendere il Pissi nuovamente idoneo e omologabile.

 

Sul caso interviene ora anche il gruppo consiliare CambiAmo Capo, che ha presentato un’interrogazione urgente al sindaco Franco Ingrillì e alla Giunta. I consiglieri Sandro Gazia, Linda Liotta, Giuseppe Truglio e Renato Carlo Mangano chiedono all’Amministrazione di intervenire per consentire all’Orlandina di tornare a disputare le proprie gare nell’impianto comunale.

 

Il gruppo consiliare sostiene che la questione debba essere affrontata andando oltre la contrapposizione tra società e Amministrazione. L’interrogazione chiede di individuare gli eventuali lavori necessari, quantificarne i costi e definirne modalità e tempi, oltre a un confronto tra Comune, società, uffici e organismi federali competenti.

 

Particolare attenzione viene posta anche sull’attività giovanile. Per CambiAmo Capo, infatti, una difficoltà legata a una struttura sportiva rischia di avere conseguenze che vanno oltre la singola stagione agonistica, coinvolgendo ragazzi, famiglie e scuola calcio.

 

Intanto, sul piano sportivo, l’Orlandina ha cominciato con tre punti. La rete di Gabriele Segreto ha deciso la sfida con il Comprensorio Tindari, ma la vittoria è arrivata in uno scenario insolito per una squadra che rappresenta Capo d’Orlando: campo diverso da quello abituale e spalti senza pubblico.

 

Adesso la questione è sul tavolo dell’Amministrazione comunale. Da una parte c’è una società che chiede di poter tornare a giocare nel proprio impianto e che ha annunciato una protesta destinata a diventare progressivamente più incisiva; dall’altra un gruppo consiliare che chiede al Comune di chiarire quali interventi siano necessari e di attivarsi per riportare il Pissi nelle condizioni richieste per l’omologazione.

 

Il prossimo passaggio sarà quindi capire quali risposte arriveranno dal Comune e quali tempi potranno essere indicati per il “Pissi – Ciccino Micale”. Nel frattempo, l’Orlandina è chiamata a proseguire la propria stagione lontano dalla propria casa.

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